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Catetersismo intermittente - Dr Viggiani Fabrizio - Specialista in Urologia e Chirurgia Generale d'Urgenza e Pronto Soccorso

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Catetersismo intermittente

Terapia

Il Cateterismo intermittente (ISC : Intermittent Self Catheterisation) consiste nel periodico svuotamento della vescica mediante un sottile catetere monouso.
Per eseguire tale manovra all'inizio il paziente deve essere "addestrato" a tale pratica ecco perchè in molti centri esiste una figura dedicati che educhi il paziente nelle prime fasi di autocateterismo così che assita il paziente nel trovare la presa corretta, la tecnica , la posizione migliore per praticarlo  fino a che tale manovra non diventi naturale.
Tale pratica non deve essere dolorosa mentre è del tutto normale avvertire una sensazione di pressione specie all'inizio quando l'uretra può sensibilizzarsi e con il tempo tale sensazione dovrebbe dimuniore ; talvolta è possibile apprezzare un aumento della pressione all'introduzione del catetere, specie  negli uomi, quando si attraversa la prostata o quando lo sfintere  è contratto ecco perchè si consiglia in questi casi di tossire o respirare profindamente per aiutare a rilassare lo sfintere. Importante nei casi in cui non si riesca a introdurre il catetere rilassarsi e riprovare la manovra magari aiutandosi con colpi di tosse, nel caso in cui non si riuscisse lo stesso NON si deve mai introdurre il catetere con la forza perchè questo potrebbe essere motivo di traumatismo, in tali situazioni meglio contattare subito il proprio Specialista.
Inoltre è fondamentale nelle prime fasi il ruolo dello specialista in quanto consiglia il paziente sulla lunghezza, il calibro del catetere e la   tipologia migliore di catetere a seconda del paziente, infatti se il catetere è troppo corto si rischia di non svuotare correttamente la vescica così come se troppo lungo può dare dei problemi di maneggevolezza oppure un diametro eccessivo può  determinare traumatismi dell'uretra oppure se sottile aumentare il tempo di svuotamento vescicale. Oggi si tendono a preferire i cateteri idrofili rispetto ai tradizioni con il gel perchè i primi riducono notevolmente l'attrito con l'uretra visto che il rivestimento che hanno i cateteri idrofilici  trattiene l'acqua rendendo così la superficie umida e scivolosa. Inoltre è importante che la concentrazione salina del catetere sia similare a quella dell'urina così da far rimanere l'acqua sulla superficie del catetere e ridurre l'attrito anche nella fase di rimozione del presidio. Nel caso in cui la concentrazione salina dell'acqua che ricorpe il catere sia inferiore a quella dell'urina l'acqua tende ad essere riassorbita dall'uretra così da aumentare l'attrito catetere-uretra durante la rimozione; nel caso sia maggiore la concentrazione salina sulla superifice del catetere  si ha un eccessivo riassorbimento di acqua tale da provocare anche lesioni dell'uretra.
Il cateterismo intermittente infatti non è una manovra dannosa per la vescica e l'uretra a patto che venga svolto secondo le indicazioni fornite dal medico e  con la frequenza consigliata infatti se non ci si attiene a queste semplici regole per esempio variando le frequenza del cateterismo oppure se svolto in luoghi non idonei potrà aumentare il rischio di contrarre infezioni del tratto urinario ed eventuali fuga di urina. Onde evitare la distruzione della flora batterica residente è necessario eseguire l'igene intima una volta al giorno e lavare la zona genitale dopo aver eseguito cateterismo ed evacuato.
Alcune norme di comportamento da seguire sono :

  • adeguata idratazione riducendo fattori irritanti per la vescica quali tè e caffeina

  • regolarizzare l'intestino perchè la costipazione può interferire con il cateterismo intermittente

  • in caso di mestruazioni prima di ogni cateterismo lavare la zona genitale con sapone delicato e sostituire il tampone prima di eseguire il cateterismo così da evitare che il sangue posso andare in vescica

  • in caso di gravidanza non sussiste nessun pericolo per il bambino anche se è sempre bene rivolgersi al proprio specialista di fiducia in quanto potrebbe essere utile durante la gravidanza cambiare la lunghezza del catetere

  • prima di eseguire tale pratica è necessario lavarsi accuratamente le mani e  che il catetere non entri in contatto con alcuna superficie prima di essere introdotto nell'uretra

  • svuotare completamente la vescica anche se questo può richiedere del tempo . Per vedere se lo svuotamento è avvenuto completamente estrarre leggermente il catetere e nel caso vi sia ulteriore fuoriuscita di urina attendere che questo termini. Lo svuotamento vescicale deve essere eseguito a un riempimento massimo di 400 ml e non oltre in quanto questo permette di continuare a mantenere il tono vescicale e riprodurre il normale funzionamento della vescica riducendo il rischio di sfiancamento vescicale e infezioni urinarie.


Il tempo per cui deve essere eseguito il cateterismo dipende dalla patologia del paziente perchè è possibile eseguire cateterismi intermittenti per brevi periodi in seguito ad interventi chirurgici oppure per periodi molto più prolungati se non permanenti in caso di lesioni midollari.

 
 
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