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Ipertrofia prostatica benigna - Dr Viggiani Fabrizio - Specialista in Urologia e Chirurgia Generale d'Urgenza e Pronto Soccorso

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Ipertrofia prostatica benigna

Terapia

La terapia medica prevede un iniziale utilizzo di fitoterapici a base di Serenoa Repens che aiutano al mantenimento del benessere fisiologico della ghiandola e possono agire sulla sua componente flogistica. All'inizio si può anche attribuire l'alterazione della minzione a una patologia di tipo infiammatoria per cui si può associare terapia cortisonica per via rettale ed antibiotica per bocca per circa 10 giorni.
Se la sintomatologia persiste e  i sintomi tendono a peggiorare si deve iniziare uan terapia con
alfa bloccanti che si caratterizzano per avere un azione immediata in quanto agiscono sui recettori della muscolatura liscia del collo vescicale riducendone la sua resistenza e favorendone la sua apertura. I principali effetti collaterali sono un abbassamento della pressione arteriosa (è fondamentale controllare nei primi tempi dell'assunzione la Pressione e stare attenti ad  episodi ipotensivi) e l'eiaculaizone retrograda. Tali effetti sono reversibili con la sospensione del farmaco.
Gli
inibitori delle 5 alfa reduttasi hanno un effetto più tardivo e agiscono sulla ghiandola prostatica cercando di ridurre la crescita. Tali farmaci non hanno un effetto immediato ma impiegano mesi prima di essere efficaci ed inoltre possono alterare il PSA quindi in caso di assunzione di tale terapia e dosaggio del PSA è sempre bene informare l'Urologo di fiducia.

RESEZIONE TRANSURETRALE DI PROSTATA (TURP)

Si esegue per via endoscopica (senza taglio) resecando per via transuretrale il tessuto prostatico in eccedenza responsabile della difficoltà minzionale del paziente. In genere si esegue per adenomi prostati di volume massimo di 50g (se superiore si preferisce eseguire ATV) oppure in caso di neoplasia prostatica ostruente.
L'intervento può essere eseguito sia in anestesia generale che locoregionale ed ha una durata massima di 1 ora. I tempi di degenza sono di circa 2-3 giorni salvo complicazioni ed il paziente durante la degenza sarà portatore di catetere vescicale che sarà rimosso alla dimissione.
Le percentuali di risultati a lungo termine sull'efficacia dell'intervento sono molto alte ed il paziente ai successivi controlli urologici riferirà un miglioramento della minzione e della sintomatologia che sarà oggettivato anche dall'esame uroflussometrico con valutazione del residuo post minzionale che sarà eseguito di norma a 3 mesi dall'intervento.
Gli effetti collaterali dell'intervento sono eiaculazione retrograda, sindrome da TURP, stenosi del collo vescicale ed emorragia nell'immediato post operatorio.

INCISIONE TRANSURETRALE DI PROSTATA (TUIP)


Si esegue sempre per via endoscopica ma si differenzia dalla TURP in quanto si incide il tessuto prostatico in eccedenza (massimo 30g in assenza di lobo medio) senza asportarlo. La durata dell'intervento è inferiore ai 30 minuti e si può fare sia in anestesia generale che locoregionale. I tempi di degenza sono di 1-2 giorni ed il paziente viene dimesso con il catetere vescicale che manterrà per almeno una settimana. Rispetto alla TURP i risultati a lungo termine sono minori ed è possibile tra le complicanze una stenosi del collo vescicale.

ADENOMECTOMIA TRANSVESCICALE (ATV)


Si esegue sia in anestesia locoregionale che generale e prevede un'incisione mediana sovrapubica, apertura della vescica (cistostomia), identificazione del collo vescicale e successiva incisione per l'enucleazione dell'adenoma prostatico). In genere si esegue per adenomi prostatici superiori a 50 g. Il paziente al termine dell'intervento sarà portatore di drenaggio addominale (spia di eventuali sanguinamenti o perdite di altro genere) e del catetere vescicale che manterrà fino alla dimissione , salvo complicanze. Si esegue sia per adenomi molto voluminosi sia per interventi combinati di adenomi prostatici anche inferiori a 50 g ma con la presenza di voluminosi calcoli vescicali.
Alcuni centri eseguono durante l'intervento anche la legatura bilaterale dei dotti deferenti detrminando così infertilità iatrogena.
I risultati a lungo termine presentano una percentuale di successo molto ampia sopratutto per adenomi dove la tecnica endoscopia richiederebbe un'eccessiva durata dei tempi operatori sottoponendo il paziente ad inutili rischi (sindrome da TUR, emorragie).
Le complicanze possono essere eiaculazione retrograda  e in percentuale ridotta incontinenza urinaria per lesioni allo sfintere uretrale.

 
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